Questi Asino animali, infatti, sin dalla tenera età risentono gli effetti del continuo dispregio in cui sono tenuti. A fianco degli asini descritti, vive in gran numero presso i contadini l’asino comune. Nell’Africa settentrionale, dal Marocco all’Egitto, gli asini sono piccoli (da m. 0,95 a m. 1,20), rustici e resistentissimi alle più dure fatiche. Si tiene molto alla purezza della razza; l’animale è ben nutrito, ha taglia media da m. In Germania esistono circa 6000 asini, nella Svizzera circa 2000, in Inghilterra un numero esiguo. Quanto agli altri paesi d’Europa, il numero totale degli asini supera il milione nella Spagna; seguono la Francia, la Romania, ecc.
Come il mulo anche il bardotto è un ibrido sterile, somiglia al cavallo ma ha una criniera più folta e le orecchie piccole. Ad esempio è più basso l’asino, e ha la testa pesante, labbra grosse e orecchie lunghe. Peraltro, l’asino domestico è considerato anche un simbolo di ottusità e ignoranza; il copricapo infamante con orecchie d’asino e l’appellativo di somaro spettano così allo studente pigro e svogliato o poco intelligente. Il manto varia a seconda della razza, ma è generalmente di colore grigio, tranne il ventre, il muso e il contorno degli occhi, che sono bianchi. Il manto di solito è grigio, nero o bruno, a volte con una croce sul dorso. Infatti è una sottospecie dell’asino selvatico africano, che è stato poi addomesticato.
In Italia, il Decreto Ministeriale 9742 del 7 maggio 2012 stabilisce che le razze asinine autoctone italiane riconosciute e ammesse al disciplinare del registro anagrafico delle razze asinine sono otto. Il peso dell’asino domestico varia significativamente tra le razze, ma, tendenzialmente, oscilla tra i 100 e 500 kg. L’asino domestico (Equus africanus asinus Linnaeus, 1758), detto anche somaro o ciuco, è un mammifero perissodattilo della famiglia Equidae.
Il cavallo domestico ha 64 cromosomi, mentre l’asino domestico ne ha 62. Anche se meno comuni, qualcuno è riuscito a incrociare degli asini domestici con varie specie di zebra, ottenendo i zebrasini, chiamati anche zonkey. Il mulo è straordinariamente docile, forte e resistente, per cui si considera un animale particolarmente valido per portare carichi pesanti per lunghe distanze, lungo terreni montagnosi e desertici. Secondo la Coldiretti, l’allevamento di razze asinine è in crescita; tra il 2004 e il 2009, infatti, si è avuto un incremento nell’allevamento del 30%.
- Il manto varia a seconda della razza, ma è generalmente di colore grigio, tranne il ventre, il muso e il contorno degli occhi, che sono bianchi.
- Ha grandi orecchie, zoccoli alti, m la criniera è quasi del tutto assente.
- L’asino si accoppia fecondamente con la cavalla dando origine a un ibrido, che prende il nome di mulo (v.).
- L’asino è più piccolo del cavallo, ha la testa più grande e lo zoccolo più sottile.
- Si tiene molto alla purezza della razza; l’animale è ben nutrito, ha taglia media da m.
Asini a Torino di grossa e piccola taglia
Il latte d’asina, ricco di retinolo, è utilizzato dall’industria farmaceutica e da quella cosmetica per la produzione di prodotti rigeneranti e antiossidanti. In realtà per molti di noi sono sinonimi, eppure si tratta di animali diversi. I primi asini addomesticati sono stati quelli della Numidia, in Europa sono arrivati nel Neolitico mentre in Asia convivono con altre specie equini molto simili come l’Ermione (Equus hermionus) e l’Onagro (Equus onage).
Già all’età di due anni questi animali sono capaci di generare; i maschi, però, sono atti alla riproduzione intorno ai 30 mesi circa. 1,30, con testa pesante, più vivamente colorato, che abita le regioni montagnose del Tibet, Ladak, Kashmir, Yarkand. Gli asini selvatici asiatici sono principalmente fulvi, hanno differenti abiti per la stagione buona e cattiva; mancano sempre della croce scura sulle spalle e della striatura trasversa sugli arti. “Lavorare come un mulo” invece è un modo di dire italiano che indica lavorare tanto, lavorare troppo, proprio come accade nella realtà con l’animale da soma, impiegato in lavori faticosi e continuativi.
Proprio in questa regione in Nord Africa l’asino era stato domesticato per la prima volta. Ben lungi dall’essere testardo, stupido, cocciuto o pigro, questo simpatico quadrupede è semplicemente un tipo a cui piace la tranquillità e che ama fare ogni cosa con calma. L’asino è uno degli animali domestici con cui la superstizione popolare si è sicuramente sbizzarrita più che mai. L’asino domestico è famigerato per la sua ostinazione e testardaggine, anche se questa cattiva fama si deve ad una cattiva interpretazione, da parte di alcuni, degli istinti di conservazione di tale animale. Nonostante non sia veloce come il cavallo domestico, ha le stesse funzioni, ma è più robusto, con una gran resistenza e agilità quando si muove su terreni difficili; ad esempio, è spesso utilizzato per il transito su strade di montagna. Velocemente, il suo utilizzo si è esteso nel Mediterraneo e nel sud dell’Europa, diventando l’animale da soma e da monta più diffuso nelle civiltà dell’epoca.
La femmina dell’asino è allevata e apprezzata sin dalla notte dei tempi perché produce un latte molto nutriente, ricco di principi benefici, zuccheri e proteine. Ha grandi orecchie, zoccoli alti, m la criniera è quasi del tutto assente. Intelligente e forte, a dispetto della credenza popolare che vede in lui il simbolo della stoltezza, l’asino è un animale longevo che può superare i 40 anni di vita. Oggi come secoli fa, gli asini sono allevati e apprezzati come animali da lavoro, da compagnia e per la produzione del famoso latte d’asina. Dall’evoluzione di questa razza è sopravvissuta fino ai giorni nostri l’Equus asinus taeniopus, che oggi vive lungo le coste del Mar Rosso.
Reinach (Cultes, mythes, religions, IV, Parigi 1912), la leggenda di Marsia adombrerebbe il sacrificio di un asino sacro, e Mida, il quale era della razza dei Sileni, ha le orecchie d’asino (Philostr., Vita Apoll, VI, 27, 2). In Egitto alla razza comune se ne deve aggiungere una molto distinta, a mantello bianco, usata anche dai signori come cavalcatura, a preferenza dei cavalli. La Persia; l’Emione o Gigghetai o Kulan (E. hemionus Pall.), alto circa m.1,15, diffuso in località anche montagnose del Turkestān, della Mongolia, della Cina settentrionale-occidentale, della Siberia meridionale; il Kiang (E. kiang Moorcroft), alto circa m.
Un asino maschio può incrociarsi con una giumenta per generare un mulo, e un cavallo maschio può incrociarsi con un’asina per generare un bardotto. Addomesticato da millenni, ne sono state selezionate numerose razze in diverse parti del mondo, anche se, a causa della sua sobrietà, non ha mai raggiunto la diversità di altri domestici, come il cavallo domestico, il cane domestico e il gatto domestico; le razze asinine riconosciute in Italia sono otto. Le razze con un manto grigio hanno anche una croce nera segnata sulla schiena, chiamata “croce di Sant’Andrea”. Alcune razze asinine possono essere prevalentemente di colore nero, come l’asino nero di Berry, o brune, come l’asino mulattiere del Poitou.
